Genova del Saper Fare
Lavoro, imprese, tecnologie
Porto Antico - Genova 2004 

 

Scheda evento  
Tipo: Videoinstallazioni interattive
Data Dal 24 Aprile al 25 luglio 2004
Luogo: Magazzini dell'Abbondanza - Porto Antico - Genova
Contesto: Genova 2004
Progetto e realizzazione: N!03 Studio Ennezerotre, Studio Cerri & Associati, arch. Pierluigi Cerri e arch. Alessandro Colombo
Elettronica interattiva: Gabriel Rapetti
Software interattivi: Orf Quarenghi
Committente: Palazzo Ducale - Genova

 

Quando ho avuto l'incarico di realizzare l'elettronica di "Genova del Saper Fare" non ero consapevole della complessità e della qualità di questo allestimento. Solo a lavoro finito sono riuscito ad apprezzare, come osservatore, il fascino di questa mostra.
Come parte delle manifestazioni di Genova 2004, Capitale Europea della Cultura, "Genova del Saper Fare" crea un intimo rapporto e un raffinato equilibrio tra tecnologia ed arte.
La mostra è del tipo interattiva, i visitatori attraverso le loro azioni possono attivare suoni e proiezioni. L'allestimento copre 9 sale, collocate su 5 piani del Magazzino dell'Abbondanza nel Porto Antico. Ogni sala rappresenta un tema della Genova industriale e tecnologica: la grande industria, le cooperative, il porto, la siderurgia, i servizi.

Molti specialisti di diverse ditte, hanno lavorato per questa mostra occupandosi del progetto, della parte artistica, dell'allestimento, del software e del video. Questa pagina descrive brevemente il mio lavoro ovvero le soluzioni trovate per la realizzazione dei sistemi elettronici.  

 

Sala 2: Un mare di navi

Per rappresentare il porto di Genova, i progettisti hanno previsto 30 corde attaccate tra soffitto e pavimento simili a quelle usate nelle navi. Dovevano avere dei sensori speciali in modo tale che quando un visitatore le toccasse, attivassero delle proiezioni su delle apposite vele che si trovavano nella sala. Ogni corda doveva essere gestita dal computer centrale in modo separato. Per i sensori sono state effettuate diverse prove in modo da dare la sufficiente sensibilità di movimento ma evitando che l'elettronica fosse visibile. La soluzione migliore consisteva nell'inserire i sensori all'interno delle corde e facendo passare i cavi di collegamento tra pavimento e il rivestimento della superficie.

 

Sala 3: Ferro e acciaio
L'elettronica di questa sala consisteva in 3 pedane sul pavimento con sensori che attivavano delle proiezioni e dei suoni. Speciali altoparlanti installati sotto le pedane dovevano dare un effetto di vibrazione a bassissime frequenze.  Dal punto di vista progettuale, trovare dei sensori che fossero sufficientemente robusti per reggere il peso delle persone e resistere ad alti livelli di vibrazione non era semplice. In un primo momento, un sistema a celle di carico, simile a quello usato nelle bilance elettroniche sembrava la scelta migliore. Tuttavia, in questi sistemi è difficile prevedere l'andamento nel tempo (effetti della vibrazione, spostamenti di taratura). Alla fine, sono stati realizzati appositi sensori di pressione costituiti da due supporti di alluminio distanziati da cilindri di gomma e da un microswitch. 

 

Sala 4: Macchine

L'impianto di questa installazione era piuttosto complesso per la quantità di dispositivi da controllare. Nella sala si trovavano 11 eliche di grosse dimensioni azionate da motori industriali di diverse misure. Le eliche venivano usate a modo di schermo per le videoproiezioni. Oltre al sistema di eliche con i videoproiettori, l'allestimento comprendeva molti altoparlanti a vista e degli schermi piatti. L'insieme era molto suggestivo e dava proprio il senso delle "Macchine". Per avviare le proiezioni tematiche, il visitatore aveva a disposizione 4 leve distribuite lungo il percorso. Le leve del tipo "a coltello" erano veri pezzi d'antiquariato. 

 

Sala 5: Energia e movimento
La sala 5 dal punto di vista elettronico aveva un impianto piuttosto semplice costituito da due barriere fotoelettriche. Le proiezioni sul pavimento e sulle pareti venivano attivate quando il visitatore oltrepassava le barriere disposte su due passaggi a ambi lati della sala. 

 

Sala 6: impresa lavoro cooperazione

Nonostante la sala abbia soltanto due zone sensibili, la progettazione, realizzazione e installazione  di questi sensori ha comportato un duro lavoro. La specifica del progetto prevedeva due vetri sensibili del tipo "touch screen" di dimensioni non standard (80 cm x 30 cm). Dopo un'accurata ricerca sul mercato e non trovando soluzioni commerciali si è scelto di costruirli da zero. I "touch screen" della mostra sono vetri anti-sfondamento delimitati da una cornice in ferro nella quale sono inseriti dei sensori infrarossi. Ogni sensore è composto da un emettitore IR e un ricevitore IR messi a ambi lati della cornice in modo da creare delle barriere infrarosse con il fascio di luce che veniva interrotto quando il visitatore appoggiava il dito sulla superficie del vetro. Per evitare le interferenze della luce ambiente, il fascio infrarosso di ogni sensore era modulato ad impulsi.

 

Sala 8: verso una città postindustriale?
La sala 8 era forse quella di maggior impatto visivo e tecnologicamente la più avanzata. In pratica, su un grande schermo erano proiettate diverse fotografie panoramiche della città. Il visitatore poteva prendere una delle 8 torce appese al soffitto della sala e usarle a modo di "gomma". Quando il fascio luminoso veniva orientato verso la proiezione, la parte illuminata si cancellava proiettando la stessa parte della città fotografata, però, molti anni fa. Così si potevano osservare i cambiamenti architettonici avvenuti col passare degli anni. L'effetto era affascinante. Per la sala 8 abbiamo fornito soltanto l'impianto per le torce perché il resto del sistema operava grazie a un sofisticato software con telecamere infrarosse sviluppato da Orf Quarenghi.

 

Sala 9: La città futura

Nel centro della sala circolare si trovava un cilindro metallico con un disco di vetro nella parte superiore. Il vetro era diviso in 4 zone e lavorava come un "touch screen". Il visitatore attivava uno dei quattro argomenti scelti (energia, nuove tecnologie, logistica e urbanistica, immigrazione) appoggiando la mano su una delle zone. Per quanto riguarda l'elettronica, abbiamo usato un sistema a barriere infrarosse simile a quello della sala 6. 

 

Fotografie di percorso  
Sala 6: montaggio dei "touch screen"  Sala 6: "Touch screen" finito
Sala 2: montaggio delle corde Sala 3: pedana con i sensori montati
Sala 4: dettaglio delle "macchine" Sala 4: interruttore a leva

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